Fuga consapevole

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Modellazione in legno. Acrilico. Sabbia di barriera corallina. Acciaio cor-ten maturato in atmosfera libera. Componenti elettronici ormai esausti.

65,97 x 65,97 2008

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Quella calcolatrice ha fatto per anni il suo oscuro dovere. Me l’ero comprata a suo tempo per festeggiare il superamento dell’esame di stato post laurea. Ma un giorno, complice una tazzina di caffè mal posta in quel “disordinato ordine” che da sempre governa la mia scrivania, è stata resa inservibile dallo zuccherato infuso che vi si è rovesciato sopra.

I tasti, che per anni hanno fatto da intermediari tra il mio cervello e quello della macchina, capiscono l’inutilità della loro presenza ed abbandonano l’elettronica alla quale sono appartenuti fino a quel momento. Ma non lo fanno in modo caotico e casuale, bensì consapevole di lasciare un ultimo messaggio, per la loro prima volta autonomo e non imposto dal mio indice destro.

Il messaggio, nell’unico linguaggio che essi hanno a disposizione, è l’esatta rappresentazione del luogo ove avviene l’evento.